“La Patata una semplice storia d’amore”… ma anche una favola tipo e un invito alla vita
Si può certo affermare che “La Patata” sia innanzitutto una favola tipo. Una favola di quelle che potremmo leggere nelle raccolte dei fratelli Grimm e soprattutto analizzata nell’opera, “Morfologia della fiaba” di Valdimir Propp (1922), meno nota ma fondamentale per l’analisi delle fiabe come forma testuale della tradizione orale. […] Il testo apre a una riflessione generale nella sua conclusione, ovviamente una morale, placida quanto lucida sul tempo, sul suo scorrere e su come esso sia diversamente concettualizzato al cambiare delle età, delle stagioni della vita e delle situazioni a cui essa ci mette davanti. Come suggerisce il testo, con la bella citazione di Henry van Dyke: “Il tempo è…troppo lento per coloro che aspettano, troppo rapido per coloro che temono, troppo lungo per coloro che soffrono, troppo breve per coloro che gioiscono ma per coloro che amano…il tempo non è”, dunque, il tempo si declina in modo diverso da persona a persona in base al modo in cui interiormente lo si percepisce. La percezione del tempo condiziona la propria vita e in base ad essa possiamo soccombere al suo scorrere o, invece, dal suo stesso fluire in trasformazione, possiamo rintracciare nuovi modi per vivere, e/o rivivere meglio, ciò che tante volte abbiamo già vissuto.
La conclusione lieta, il ritrovare gli ardori della gioventù da parte di Cietta e PimPumPam, ormai vecchi, quindi non ammonisce dall’astenersi dalla vitalità dell’amore e invece incentiva a cercarla, a prescindere dalla condizione e dall’età, in fondo a se stessi proprio come si cerca sotto terra la patata, e a tirarla fuori, anche con fatica, come nella favola i due vecchi amanti riescono con la Patata gigante.
[…] Ed ecco allora che della vita, come della favola che ne è metafora, resta l’importanza di tenersi stretto quello che è meritevole, come un’amore per la vita anche se da vecchi e come il vecchio schiacciapatate con cui poter fare sempre la patata ngiacchiata più buona del mondo!
Marco Vecchietti (Antropologo culturale, direttore del Museo della Civiltà Contadina e dell’Ulivo di Pastena, del Museo della Pietra Ausonia, del Museo Gente di Ciociaria di Arce).
illustrato da: GAIA OLIVIERI
EDIZIONI: liberopensatore.it
PRIMA EDIZIONE (aprile 2025), 65 Pagine con illustrazioni a colori
Volume realizzato con il sostegno del progetto Erasmus+ Crescendo – Creative communication and Soft skills for agriCultural Entrepreneurs for the sustainable Development Of Europe (2023-1-IT02-KA210-ADU-000158029) Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.
L’AUTORE: DIEGO COMODO Mi son trovato in età adulta ad immergermi in contesti educativi sia come maestro che come teatrante. Sono tanto altro oltre che questo, ma senz’altro questi due ruoli li calzo da diverso tempo. Grato alle fiabe che curano, racconto storie portando laboratori e facendo spettacoli di teatro di figura in alcuni festival, manifestazioni nazionali e feste di paese. Diego Comodo è educatore dell’infanzia e trainer dell’APs LiberoPensatore.



