Vittorio Gorini (1916-2007): I Messaggi e le Macchine Impossibili
“questi piccoli filmatini della casa ce farò un piccolo ragionamento, perché ogni uomo, ogni persona, c’ha la sua piccola storia”
Filosofo autodidatta, inventore eclettico e libero pensatore, Vittorio Gorini è stato una figura importante nella città di Perugia. Le sue invenzioni, massime ed allegria hanno marcato diverse generazioni di umbri lungo l’arco di quasi quattro decenni, fino agli anni ’90. Che sia l’immagine del suo letto a motore col quale ha scorrazzato per il centro storico, o le sue argute – sia pur criptiche – massime contro la “matterìa” degli esseri umani, gran parte dei perugini ha un qualche ricordo di Vittorio.
Come racconta nella sua video-autobiografia, Vittorio Gorini ricevette nel corso della sua vita molti “messaggi di saggezza” che gli pervenivano nel sonno. Ogni volta, Vittorio si svegliava, li trascriveva e tornava a dormire. Ne mise insieme 101, tutti concentrati su uno stesso tema: come vivere bene. Nasce così “il gorino”: con l’esigenza di trasmettere quanto aveva ricevuto e convincere i suoi concittadini a indirizzare la propria vita verso una modalità di esistenza più umana. Da questa esigenza nacquero le molteplici iniziative che Vittorio mise in atto per rendere i propri messaggi incisivi ed ascoltati dai concittadini: dal girare per la città con dei cartelli con i diversi messaggi, ai travestimenti, alle macchine impossibili.
Nel 1988, dopo quasi due decenni di attività come “matto del villaggio”, Vittorio acquista una telecamera usata e comincia a registrare se stesso, nella sua cucina, spiegando ogni sera uno dei 101 messaggi.
Oggi, di quel lavoro incredibile rimane un enorme patrimonio documentale, costituito da 101 video-cassette da lui stesso girate alla fine degli anni ’80, da nastri audio, da fotografie delle sue imprese, e da diverse sue invenzioni – per quanto di queste si sia persa una gran parte a seguito dello sfratto dall’appartamento di Via dell’Oro 2, occupato dal Gorino sin dal 1923 (come raccontato dal documentario “il libero pensatore”).Nel 1988, dopo quasi due decenni di attività come “matto del villaggio”, Vittorio acquista una telecamera usata e comincia a registrare se stesso, nella sua cucina, spiegando ogni sera uno dei 101 messaggi.
Al di là degli oggetti e delle macchine impossibili, il Fondo Gorini include due contenitori originali (del peso di circa 35 kg) contenenti ciascuno le 101 videocassette VHS da 3 ore che Vittorio utilizzò nel 1988, ormai settantaduenne, per raccontare di fronte ad una telecamera la propria vita e filosofia per altrettante serate all’interno della propria abitazione storica di Via dell’Oro 2.Nel 1988, dopo quasi due decenni di attività come “matto del villaggio”, Vittorio acquista una telecamera usata e comincia a registrare se stesso, nella sua cucina, spiegando ogni sera uno dei 101 messaggi.
“Immaginate di camminare e di imbattervi, per puro caso, in una capsula del tempo. Uno di quei contenitori che, fino a qualche decina di anni fa, era di gran moda riempire con oggetti, fotografie, disegni e quant’altro potesse trasmettere alle generazioni future una testimonianza dei tempi andati. Questo è ciò che è successo a me (anche se certamente su scala ridotta) quando sono entrato in contatto con quel personaggio eccezionale che era Vittorio Gorini” (Angelo Fanelli).
L’auto-letto a motore: simbolo storico impreso nella memoria dei Perugini, l’auto-letto del gorini è costituito da una struttura in ferro battuto di inizi ‘900 modificata per accogliere un motore a scoppio 50cc con ruote, freni, sterzo.
• L’auto-gabinetto a motore: restaurato dall’Associazione nel 2010 e costituito da un pianale in legno con quattro ruote sul quale è collocato un water a mo’ di sedile ed un motore Minarelli 50cc del 1950, l’auto-gabinetto è stato impiegato dall’Associazione in diverse manifestazioni, mostre e spettacoli.
• L’indicatore
• Il monopattino con ombrellone
• I ciclo-alternatori: Creati dall’Associazione nel 2011 in collaborazione con l’ITIS di Piscille costituiscono un “inno goriniano alla sostenibilità”, e sono stati impiegati all’interno della Rocca Paolina per la Mostra del 2011 su Gorini, permettendo la generazione dell’energia elettrica necessaria a far funzionare l’illuminazione di alcune opere, e l’attivazione di alcuni video.
• Numerosi altri piccoli oggetti e documenti vari fanno parte del fondo a disposizione dell’Associazione, tra cui biciclette e motorini d’epoca, documenti ufficiali, ecc.






